Da Société Interludio, a Cambiano, La Scia di Gaia De Megni, a cura di Vincenzo Estremo: tre fotogrammi ridisegnati, una lampada senza pellicola e un’ombra che compare solo per poche ore.
Gaia De Megni, “La Scia”, curated by Vincenzo Estremo, installation view. Courtesy Gaia De Megni and Société Interludio © Claudiu Asmarandei
Nel 1915 Max Fleischer mise a punto il rotoscopio, un apparecchio che proiettava un film su un vetro, un fotogramma alla volta, perché un disegnatore potesse ricalcarne i contorni. Dal ricalco nasceva l’animazione: la mano rifaceva il movimento, ventiquattro volte al secondo. Gaia De Megni (1993) fa qualcosa di simile e di opposto. Parte da Stage Fright (Paura in...
